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Posts from the ‘Media’ Category

Puoi sceglierne 2

Grazie a Leslie Burns vengo a conoscenza di questo diagramma di Venn utilizzato dal graphic designer Colin Harman per illustrare una situazione che molti di noi fotografi conoscono bene.

All’espressione GRAPHIC DESIGN nell’immagine è sufficiente sostituire PHOTOGRAPHY.

Oppure quello che ti pare. La sostanza non cambia.

dear copyright advocates

Dear Copyright Advocates,

The Obama Administration is asking to hear from YOU, the creative backbone of our country, about how intellectual property infringement affects YOUR livelihood. The Administration is also seeking advice on what the government could be doing to better protect the rights of artists and creators in our country. HERE’S A CHANCE FOR YOU TO BE HEARD!” [ ... ]

Questa è l’introduzione di un documento della Copyright Alliance americana con cui si avverte i creativi che l’amministrazione Obama vuole sapere in che modo la violazione del Copyright influenza il proprio sostentamento. Non solo: si chiede anche l’opinione dei creativi affinchè il Governo possa agire in modo da proteggere meglio i diritti degli artisti e dei creativi in generale.

Non è un altro pianeta, anche se verrebbe da pensarlo, visto che il nostro Paese non sembra far parte di questo mondo (almeno di quello occidentale).

In un periodo storico-economico nel quale si parla giustamente (spesso, però, si straparla) di condivisione è certamente una buona notizia per chi crede che l’attenzione di un governo per una parte importante dei propri cittadini sia un buon esempio dal quale partire. Ne approfitto per segnalare questo post dove si parla di alcuni Principi del Copyright e dove – indirettamente – si risponde al quesito: perchè un artista/scrittore/fotografo ecc., dovrebbe continuare a produrre opere se non viene remunerato correttamente per questo ?

Grazie a Leslie Burns

nuove possibilità

È un periodo estremamente intenso, un periodo di cambiamenti i quali, non è esagerato dire, sembrano (sono, in realtà) epocali. Il nostro lavoro è radicalmente cambiato nel giro di pochi anni. A volte ho la sensazione che i cambiamenti avvengano addirittura in settimane. Grazie a Leslie Burns (invito a leggere il suo lucido post), ho visto questo video relativo alla versione iPad di Wired. È importante comprendere che tutto quello che emerge da questo video influenzerà il prezzo al quale dovremo vendere il nostro lavoro (per chiarire: NON per pochi spiccioli!). Le possibilità di fruizione delle testate che si avviano sulla stessa strada di WIRED sono tali che l’importanza delle immagini è determinante per gli editori dei giornali. Ancora più di prima, perchè internet ha elevato gli standard qualitativi. Bisognerà vedere se gli editori nostrani vorranno capire che non si può comprare una Mercedes al costo di una Panda. Nemmeno in tempi di crisi.

Aggiornamento dal MAD blog (Media, Arts and Disruption):

WIRED’s future is digital and a perfect example that reflects how people today and even more tomorrow will digest media. It will change how content is consumed and it will change how brands have to behave. But one thing is not changing: The people that edit great content, people that manage to entertain and audience, people that curate content and have great creative ideas are back in power. That is a bright future for our trade.”

Buone notizie, insomma.


daylight magazine

Daylight Magazine is another inspiring magazine I have come across recently. Among the interesting contents in its Multimedia section, I have chosen the work by Jennette Williams, The Bathers but many others are worth seeing like Jehad Nga’s “My Shadow, My opponent” or Lisa Ross’ “To mark a prayer: Uyghur Mazar” to name but a few.

more about “Jennette Williams: The Bathers | Dayl…“, posted with vodpod

flyp

FLYP è un periodico on-line creato e pubblicato da Digital Media International. Multimediale, quindi le storie che potete leggere si avvalgono anche di contributi audio e video. Qui un piccolo estratto delle informazioni reperibili sul sito:

“FLYP uses an innovative palette of online tools and Web 2.0 user functionality to provide an engaging and enriching multimedia experience. We approach the Internet as a new medium—not just a new distribution channel—and we strive for a form of journalism that fulfills its possibilities on topics that range from politics and science to art and music”.

Un bell’esempio per coloro che si ostinano ancora a stampare, rilegare, distribuire periodici cartacei –  buttando così un sacco di soldi dalla finestra – al posto di investire in un bel progetto multimediale on-line, risparmiando un bel po’ di denaro (pagando meglio i contributors, però … ;-) ). Un periodico gratuito, al momento, ma per il quale non farei alcuna fatica nel pagare il giusto prezzo dell’abbonamento.

Ma di questo ne parleremo in modo più approfondito in un prossimo post, dato che vi sono (brutte) notizie in arrivo nel campo dell’editoria italiana.

Check it out !

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flyp_nonesuch

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flyp_davidmaisel

witness journal

Witness Journal è un giornale on-line basato in gran parte su immagini di reportage che ho scoperto, con colpevole ritardo, attraverso il sito del Corriere della Sera: un editoriale per ogni numero (ora il 22) e il testo che il fotografo (max 3000 battute) può inserire nel suo lavoro. Credo sia un’ottima iniziativa, non solo per quei fotoreporter che devono farsi notare. Da quello che leggo il fotografo rimane titolare dei Diritti Morali e Patrimoniali delle immagini ma concede alla redazione un’esclusiva di 30 gg e gli viene riconosciuta una percentuale del 30% sull’incasso pubblicitario. Questa percentuale viene giustificata con i rischi e i costi di impresa della redazione. Ma è anche vero, e non bisognerebbe dimenticarlo, che il fotografo si è già assunto i rischi e i costi della realizzazione (cioè, quelli della sua impresa).

Comunque un’iniziativa positiva. Qui sotto la copertina del n.22 con una foto di Giuliano Koren.

 

witness journal #22

witness journal #22 • foto di copertina Giuliano Koren

The Lost Tribes of New York City

via Lens

lens

 

© David Burnett / Contact Press Images

© David Burnett / Contact Press Images

 

Lens, Photography, Video and Visual Journalism è il nuovo blog fotografico del New York Times. Ci hanno messo un po’ ma ci sono arrivati. E lo hanno fatto bene: le immagini sono grandi ed è possibile la visione full screen. Da notare che il copyright del fotografo è sempre citato. Insomma, parliamo di giornalismo con le immagini, storie illustrate.

Alcuni quotidiani di casa nostra hanno qualcosa che ci assomiglia – parenti lontani, però :-( – ma non citano mai, o quasi mai, l’autore delle immagini. Se va bene, l’agenzia di appartenenza ma, spesso, nemmeno quella. Non credo di sbagliarmi ma se qualcuno può segnalarmi l’eccezione, lo faccia.

Altri blog con belle immagini da seguire, magari attraverso un feed RSS : The Big Picture (Boston Globe), Capture (Denver Post), The Frame (Sacramento Bee).

MediaStorm produce servizi avvalendosi anche dell’immagine filmata. Molto interessante.

purpose magazine

© Doug DuBois

 

Purpose è un bel giornale on-line (nessuna versione cartacea) di sole fotografie. È gratuito ma una donazione on-line tramite PayPal è possibile (e giusta). Sono venuto a conoscenza di Purpose casualmente, mentre leggevo un vecchio numero di una bella rivista olandese a nome GUP (Guide to Unique Photography). L’ultimo numero è dedicato all’infanzia ed è stato realizzato con le immagini di numerosi fotografi. Mentre guardi le immagini puoi ascoltare la musica di autori che evidentemente hanno contribuito alla realizzazione del numero (uno dei rarissimi casi in cui la musica non dà fastidio durante la visione: errore nel quale cadono molti colleghi). Nessun articolo, solo immagini e le didascalie delle singole opere. Da non perdere.

 

Fotografi che hanno contribuito al n.8 di Purpose: Doug DuBois, Marisa Portolese, Alessandra Sanguinetti, Laura Pannack, Robert Knight, Gilles Raynaldy, Gérald Garbez, Todd Deutsch, Samantha Contis, Elizabeth Fleming, Chris Mottalini, Ahlam Shibli, Véronique Ellena, Beth Y. Edwards, Geoffroy Mathieu, Pascal Hausherr, Colin Pantall, Wolfram Hahn, Evan Baden, Raimond Wouda, Susana Raab, Tammy Mercure, Amy Stein, Alain Cornu, Robin Schwartz, François Debricon, Joakim Eskildsen, Marc Wendelski, Constant Anée, Yveline Loiseur, Thekla Ehling, Julien Magre documentation Céline Duval, Wilma Hurskaine, Kevin Romaniuk, Franck Gérard, Dulce Pinzón, Johanne Bouvier, Anton Zatzepine, Colleen Heslin, Maya de Forest, Paul Demare, Christian Demare, Musée Carnavalet.

Musica di: Stefano Pilia, Nickolai D. Nickolov, Caro & Edu (Panico), Rodolphe Alexis & Yoko Fukushima, Matthieu Safatly.

creare storie plausibili attraverso la manipolazione delle immagini

Per chi volesse aggiornarsi sulle possibilità di creare storie attraverso la manipolazione delle immagini, consiglio la visione e la lettura di questo post pubblicato su Women in Photography. Lampante non è solo la possibilità di creare una realtà diversa (un rapporto tra due persone che sono una sola) ma una realtà plausibile.

Ecco una breve citazione “Using the computer as a tool to create a “believable” situation is not that different from accepting any photograph as an object of truth, or by creating a story about two people seen laughing, making-out, or quarreling in a restaurant“.

Sono rimasto sorpreso nelle ultime settimane nel constatare che non si è parlato a sufficienza del fatto che oggi possiamo creare una realtà inesistente e che solo un esperto perito del tribunale può rivelare se quella data immagine sia stata manipolata o meno.

A proposito, quello di Kelli Connell è un gran bel lavoro. Mi colpisce l’uso del mezzo al servizio di una bella idea. Un’idea non nuova (il rapporto col se) ma interpretata in modo sensibile e intelligente. Non solo uno sterile sfoggio di tecnicismo ma lo sfruttamento del mezzo per creare storie.

Date anche un’occhiata al suo sito e troverete il lavoro completo.

 

© Kelli Connell • Eden

© Kelli Connell • Eden